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Biennale Enogastronomica di Firenze – Trattoria Icchè c’è c’è

Ne avevamo parlato con Santino Cannamela, il Presidente della Biennale Enogastronomica di Firenze: la manifestazione ha la principale funzione di rilanciare e riportare in auge i prodotti e i valori tradizionali della cucina ma per farlo, oltre ad avvalersi degli ordinari strumenti di promozione del territorio, utilizza anche un concorso avente ad oggetto la valutazione del miglior “Menù del giorno”.

Nelle scorse settimane i ristoratori fiorentini che hanno aderito all’iniziativa si sono dati battaglia tra i fornelli cercando di accattivarsi “a più non posso” i palati dei giurati inviati dalla Biennale Enogastronomica e, lo scorso martedì 12 dicembre, gli illustri magistrati hanno emanato il loro insindacabile verdetto, proclamando vincitore del concorso lo chef Jacopo Trovatelli della Trattoria “Icche c’è c’è”, situata in Via de’ Magalotti nei pressi della centralissima Piazza Santa Croce.

Raggiunto telefonicamente, il vincitore della contesa si è detto contento e soddisfatto per il risultato raggiunto. Ma quali sono stati i piatti che hanno acceso le fortune del Trovatelli???

Pasta e fagioli, come primo piatto, e ossobuco di vitella alla fiorentina, quale secondo.

I segreti di questi alimenti, entrambi imprescindibili quando si parla di prodotti tradizionali, non sono stati svelati nel dettaglio ma, fin da principio, è apparso subito chiaro come le chiavi del successo siano state tanto la genuità, quanto la freschezza delle pietanze.

 

Pasta e fagioli

Si tratta di un primo piatto in cui si incontrano elementi di diversa natura. Insieme alla pasta e ai fagioli bianchi, già di per sé appartenenti a diverse categorie di cibo, troviamo aglio, cipolla, brodo, lardo, olio e sedano. Insomma una vera e propria moltitudine di prodotti che, in un amalgama sapiente e coordinata permette di coniugare sapori e saperi appartenenti ad una realtà antica e che fu allo stesso modo povera nelle disposizioni ed arguta nel saper arricchire alimenti “bistrattati”.

 

Ossobuco di vitella alla fiorentina

Secondo piatto dalle umili origini, in quanto proveniente da un taglio poco “aggraziato” della carne di vitella, questo alimento si è fatto strada nel tempo grazie alla fantasia e all’estro di chi ha deciso di investire su di esso in termini di abbinamenti ed accompagnamenti. L’ossobuco di vitella alla fiorentina, oggi, si prepara utilizzando della buona salsa di pomodoro ed insaporendo la carne, precedentemente infarinata e rosolata, con del buon vino e del brodo naturale.

 

 

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